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martedì 24 agosto 2010

- Tutto Il Pane Del Mondo (Fabiola De Clercq)

Genere: Drammatico, Autobiografico

Scritto da Fabiola De Clercq, "Tutto Il Pane Del Mondo" affronta il difficile e doloroso problema dell'anoressia. E' un racconto in prima persona, delle vicissitudini di una vita scandita da disturbi alimentari e profonda sofferenza interiore. Un libro autobiografico quindi, dove la De Clercq, ripercorre le fasi salienti della sua crescita. Comincia immergendosi nei ricordi di bambina, facendo entrare il lettore, in una quotidianità apparentemente dorata, ma costellata già da subito di eventi inconsueti e difficili da capire per una della sua età, tra questi, la relazione poco stabile dei suoi genitori, la presenza poco costante di una madre distratta a rincorrere i propri desideri, il vuoto incolmabile lasciato poi dalla scomparsa improvvisa del padre, la mancanza di radici stabili.
Il periodo dell'adolescenza con tutti i cambiamenti fisici e ormonali può essere uno dei periodi più difficili e delicati dell'esistenza, per Fabiola è stato molto di più, ha segnato l’inizio di un baratro in cui ha cominciato drammaticamente a sprofondare. Piano piano si è trovata nella spirale di un comportamento compulsivo, incontrollabile, dapprima nella morsa della bulimia, poi anche in quella dell’anoressia. Due comportamenti lesivi che l’hanno tenuta in scacco per tantissimi anni, precludendole l’accettazione di ogni sorta di felicità personale. Un vero incubo, apparentemente senza via d’uscita…

Un libro di poche pagine, appena 107, ma denso di drammaticità, un concentrato di momenti forti che lasciano il segno. Realizzato con uno stile semplice, non da scrittrice eccelsa, ma proprio per questo ancor più vero e toccante. Sembra più un viaggio interiore che l’autrice compie, per sviscerare l’origine e l’evoluzione di un problema che è stato parte della sua vita. Così da dare al lettore la consapevolezza di quanto sia mostruosa e subdola la dipendenza che genera. Fabiola De Clercq non si risparmia nel descrivere i vari momenti di quelle sue giornate sempre uguali, scandite solo dai bisogni causati dalla malattia. Un documento sconvolgente, che in molti punti lascia perplessi e più che turbati.
Durante la lettura, non potevo fare a meno di provare un moto di ribellione, per quei comportamenti estremi di autodistruzione, ma allo stesso tempo capivo quanto fosse grande il baratro in cui si trovava e quanto fosse difficile uscirne. Ad ogni modo, contrariamente a quel che sembra, la trama non è interamente pessimistica, oltre a fare luce sul problema, può essere di grande aiuto per ridare una speranza a chi si trova in questo tunnel spesso celato dietro apparente normalità. Consiglio la lettura.

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