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martedì 14 settembre 2010

- Basic Instinct


- Genere: Thriller, erotico

Regia: Paul Verhoeven
Film di nazionalità americana – Anno 1992

Soggetto e Sceneggiatura: Joe Eszterhas
Scenografia: Anne Kuljian
Fotografia: Jan de Bont
Musiche: Jerry Goldsmith

Attori: Sharon Stone, Michael Douglas. Leilani Sarelle. Jean Tripplehorm

- Trama e Recensione
La storia narra di Nick Curran un detective di San Francisco, che si trova a indagare su un fatto di cronaca efferato e inquietante. La vittima è un cantante rock e i particolari dell'omicidio hanno una strana similitudine con un romanzo di una nota scrittrice di thriller, Chaterine Tramell!
Come accade tra le pagine del libro, l'arma usata è un affilato punteruolo da ghiaccio e la dinamica dei fatti non lascia dubbi, l’assassino ha messo in atto il suo losco intento alla fine di un rapporto sessuale.
Da subito i sospetti cadono sull’affascinante Tramell, perché in fondo, sono uscite dalla sua mente le parole di quell’intricata storia cartacea e cosa non trascurabile, il noto cantante era anche il suo fidanzato.
E’ pur vero, che tanti lettori hanno avuto accesso a quelle pagine e non è cosa assurda supporre che qualcuno di loro, dotato di una mente contorta e psicotica, abbia voluto emulare le gesta del folle omicida.
E’ compito di Nick fare luce sulla vicenda e studiare le mosse della misteriosa e ammiccante scrittrice, dotata di sapienti e innate armi seduttive. Difficile resistere a una simile tentazione, ma non trova giusto fare un torto alla sua compagna, Beth Garner, una nota psicologa che si occupa anche lei del caso.
Riuscirà a resistere al desiderio di lasciarsi invischiare in una bollente situazione potenzialmente pericolosa?

Sono passati ormai diciotto anni dall'uscita di questa pellicola, eppure, già il nominarla evoca il ricordo di tutto lo scalpore che fece all'epoca.
Fu presentato in Italia il primo giorno del festival di Cannes del 1992, ma già una scaltra e sapiente campagna pubblicitaria ne aveva anticipato l'arrivo dalle nostre parti e le notizie che filtravano da oltreoceano non facevano che rafforzare l'alone di morbosità e ambiguità che suscitava.
A dir la verità la storia raccontata non è da educande e tocca temi dove la violenza cruda e gratuita la fa da padrona, oltre che la pazzia celata sotto un'apparente normalità.
Di veramente spinto c’è poco o niente, scene di nudo questo sì, ma naturalmente più di tanto non viene mostrato, a parte la fatidica e ormai famosissima scena ad opera di Sharon Stone. Tutti avranno capito che mi riferisco al sensuale accavallamento di gambe e al conseguente mostrare una fugacissima vista di un posto privo di biancheria intima.
Su questo avevano puntato i realizzatori del film, stupire, creare un caso cinematografico che facesse parlare di se il più possibile. Ci sono riusciti, non c’è che dire.
Per il resto, la vicenda raccontata è di quelle che inquietano, specie il pubblico maschile, perché può accendere una sottile, nascosta paura di castrazione, inoltre presenta una donna non più ambita preda ma dominatrice, spietata conquistatrice.
Il modello femminile proposto da Basic Instinct è ambiguo, libero da freni inibitori, una donna affascinante e crudele che tra le altre cose non disdegna avventure sessuali anche con altre donne e che condisce il tutto con tenebrosa e psicotica lucida pazzia, in poche parole, pericolosa!
Insomma una creatura più unica che rara, aliena al vero modo d’essere del cosiddetto gentil sesso.
Buona la recitazione di una Sharon Stone molto calata nel personaggio. Questa interpretazione ha contribuito a farla conoscere al grande pubblico e a renderla famosa in tutto il mondo.
Il rovescio della medaglia? Ha condizionato non poco la sua carriera cinematografica, relegandola per un certo periodo a un ruolo esclusivo di donna fatale.
Michael Douglas, un po’ invischiato e schiacciato dal carisma cinematografico del forte personaggio della Stone, fa del suo meglio e alla fine ne esce abbastanza bene, almeno in termini recitativi.
Il finale del film invece è un po’ ambiguo, ideato proprio per il sequel che poi in seguito è stato fatto.
Consiglio la visione agli appassionati ammiratori di Sharon Stone e a chi vuole ritrovarsi tra la leggera tensione della torbida vicenda filmica.



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