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giovedì 16 settembre 2010

- La Notte Del Mio Primo Amore


- Genere: Thriller - Horror
Produzione italiana - Anno 2006

Regia: Alessandro Pambianco
Soggetto: Germano Tarricone
Sceneggiatura: Alessandro Pambianco, Germano Tarricone, Rossella Belli, Pierluca Neri
Scenografia: Mariangela Capuano
Fotografia: Daniele Baldacci, Lorenzo Porrazzini
Effetti speciali: Logical Art
Colonna Sonora: musiche dei Gels, brano di Dolcenera

Attori: Giulia Ruffinelli, Valentina Izumi, Luca Bastianello, Damiano Verrocchi, Joanna Moskwa, Dante Alfonso Spadini, Alice Visconti, Tommaso Piermatti, Lucio Mattioli, Claudia Venturini

Trama, Recensione e Trailer
Tarda sera. L'oscurità ha ormai avvolto ogni cosa, rischiarata solo dalla fioca luce di qualche lampione. Una ragazza cammina sulla strada, sente il rumore dei suoi passi che riempiono il silenzio, ma non ha paura. Per lei questo è un percorso familiare, è la via verso casa dopo la palestra. Non ha paura, è in compagnia dei suoi pensieri d'adolescente e questi sì che fanno rumore nella sua mente! Stasera, però, c'è qualcosa di diverso, un pericolo nascosto nell'ombra, che potrebbe celarsi dietro ogni cespuglio.
E' una brutta sensazione che comincia a impossessarsi di lei e che le fa affrettare il passo. All'improvviso le è tornata in mente una notizia sentita in TV, che parlava di alcune ragazze sparite e di un serial killer.
Corre adesso, voltandosi ogni tanto per guardarsi velocemente alle spalle, le era parso persino di sentire un rumore! Si rilassa solo davanti alla porta di casa, ormai si sente al sicuro, si ferma un attimo appoggiando le spalle al muro, respira a fondo ancora un po' ansimante, dandosi mentalmente della sciocca per la sua eccessiva reazione, al limite, può essere stato uno scherzo di cattivo gusto di qualche suo amico burlone della palestra. Non era uno scherzo, se ne accorge troppo tardi! Poco dopo il silenzio riavvolge la notte.
In un altro punto della cittadina c'è Chiara, ha diciassette anni e frequenta il liceo. A quest'età anche piccoli problemi possono sembrare macigni e lei in questo periodo ne ha uno bello grosso, che l'assilla, le ruba i pensieri.
Ah! Poter finalmente essere padrona della propria libertà, senza dover sottostare ai divieti di suo padre, specie in questo momento, ma lui non ne vuole proprio sapere di farla uscire la sera!
A questo pensa Chiara, mentre è costretta a rifiutare l'ennesimo invito di Andrea, il suo ragazzo, che tanto per complicarle ulteriormente le cose, crede che le sue motivazioni siano scuse e di conseguenza l'ha pure lasciata! Ora è arrabbiatissima, con suo padre, col suo ormai ex fidanzato, col mondo intero!
Meno male che c'è Marina, la sua amica del cuore, lei sì che sa vedere le cose da una prospettiva diversa, seguirà i suoi consigli e se chiodo scaccia chiodo, cercherà di dimenticare Andrea accettando la corte di Matteo, un istruttore di palestra un po' più grande di lei, ma davvero niente male!
Ormai, ha deciso, passerà la notte col bel Matteo. Lui l'ha invitata a Villa Argento, che si trova in una zona un po' fuori città. Andrà, in barba a tutti, ai condizionamenti, ai rifiuti, agli addii, alle sofferenze d'amore.
E' troppo arrabbiata per ragionare in modo coerente e razionale ed è stanca di soffrire sempre per ragioni di cuore. Modificare i suoi comportamenti da ragazzina troppo buona e sentimentale, le sembra la cosa giusta. Cercherà di seguire la filosofia di vita di Marina. Sì, d'ora in poi farà anche sua questa frase: meno suora e più tr… a!
E' stata una decisione avventata, se ne accorge quasi subito, mentre l'auto sfreccia nella notte e il volto vicino al suo le sembra già un po' troppo estraneo. Cerca di scacciare questi pensieri, vestendo la sua insicurezza con un sorriso, truccando i suoi dubbi con falsa spavalderia.
Villa Argento. La casa è avvolta dalle tenebre, la gran facciata si staglia sinistra nella notte. L'interno pare ancor più lugubre e alla fioca luce tutto assume un aspetto indistinto e mille ombre disegnano inquietanti arabeschi sui muri. Chiara ha i brividi, ma non è solo freddo, è una sensazione raggelante che sale dai pensieri. Questo posto non le piace per niente. Per venire qua ha avuto anche la scellerata idea d'inventarsi una scusa, di dire a suo padre che andava a dormire da Marina! Vorrebbe fuggire adesso, da questa casa e da Matteo, dai suoi comportamenti che la deludono, dalla paura che sente crescere sempre più e che ora non è più l'inquietudine astratta e immotivata di poco prima. Le sue fosche percezioni ormai sembrano diventare concrete davanti a delle strane macchie rossastre e a degli inquietanti ritagli di giornale...
Via da questo posto, ma come? Il telefono può essere la soluzione, per una richiesta d'aiuto che le appare come un filo d'Arianna verso la salvezza, l'unico modo per tentare di azzerare l'errore commesso e tornare a essere la ragazzina di sempre.
Chiara vorrebbe solo tornare a casa. Ora si sente un po' come una Cappuccetto Rosso dei tempi moderni, che come nella favola, ignorando gli avvertimenti, in questo caso del padre, si è avventurata in un bosco metropolitano dove il lupo cattivo è un ben più temibile killer spietato!
Fino a poco prima aveva ancora negli occhi il colore dei sogni. Purtroppo però, come dice una frase del film, nessuno resta innocente per sempre.
Non sarà la sola a vivere questa brutta avventura. La notte è ancora lunga e insieme al buio, tra i suoi oscuri e lenti minuti serba tanti segreti. Quelle stanze piene d'angoli sconosciuti e quelle zone nascoste del giardino, saranno muti testimoni d'eventi che violeranno il silenzio.


- Il titolo richiama un po' alla mente un altro film, il famoso Notte Prima Degli Esami, in realtà alcune similitudini ci sono ma hanno solo un ruolo marginale, in entrambi i casi, il cast d'attori è formato quasi interamente da adolescenti, ma nella pellicola in questione le problematiche giovanili sono raccontate su uno sfondo thriller-horror.
Il giovane regista di Terni, Alessando Pambianco, nel realizzare il suo primo lavoro per il grande schermo, ha voluto ispirarsi al filone cinematografico americano che spesso unisce gruppi di teenager a una trama horror.
Nasce così una vicenda ambientata in una piccola cittadina, dove nella tranquillità della vita di provincia, che in apparenza sembra scorrere lenta e sempre uguale, accade qualcosa che porta incredulità e paura.
Attraverso il soggetto scritto dal milanese Germano Tarricone e la sceneggiatura curata dallo stesso Tarricone in collaborazione con Rossella Belli e Gianluca Neri, Pambianco presenta una realtà che potrebbe essere quella di tanti altri giovani adolescenti, il periodo della scuola, i primi amori e le piccole e grandi delusioni, la voglia di maggiore libertà, ma anche desiderio di crescere e di sfidare se stessi. Fin qui tutto potrebbe rientrare nel classico filone di racconto giovanilistico. Invece già dai primi minuti le scene cominciano a essere permeate da un'ansiogena sensazione di pericolo, frutto di particolari inquadrature, con la telecamera che indugia su un angolo di una palestra, su un corridoio semideserto. Ci si aspetta già che qualcosa di brutto succeda da un momento all'altro, invece l'obbiettivo ci sorprende, cambia rotta, fissandosi insistentemente e a lungo sui primi piani delle giovani protagoniste, così da dissolvere istantaneamente quell'inquietante atmosfera di pochi attimi prima, riuscendo all'istante a riportarla sul piano della normalità, attraverso gli sguardi e le parole di Chiara e Valentina.
Ecco dunque che ci si ritrova immersi nella quotidianità della loro vita di ragazze liceali e tutto sembra procedere sulla banalità di discorsi di prime cotte, bei ragazzi da conquistare, ma quell'aria da brividi tornerà poco dopo insinuandosi tra la consueta regolarità di serate da teenager.
E' questa l'anima del film, un innovativo intreccio di due generi che dalle nostre parti non ha mai avuto tanta considerazione, poiché produttori e registi hanno sempre preferito non avventurarsi in tal campo e lasciarlo alla concorrenza americana, che con film come Scream è sempre riuscita a coniugare bene le due cose, riscuotendo il favore del pubblico.
La decisione del regista Pambianco, di portare nel cinema italiano una ventata di novità è stata forse un po' azzardata, una scelta coraggiosa, se si pensa che il budget a disposizione per il film non è stato certamente alto e i mezzi a disposizione relativamente pochi.
Il cast di produzione, che in questo caso è interamente di Terni, non si è arreso e ha portato avanti questo lavoro cinematografico.
I risultati, purtroppo, non sono stati granché eclatanti, almeno a giudicare dalle critiche che l'uscita del film si è portata dietro.
La ragione di ciò può essere ricercata nel modo in cui è strutturato il film.
Nell'intento di non rendere troppo facile l'identificazione del serial killer, il regista si è lasciato prendere  la mano ingarbugliando eccessivamente la comprensione del finale. Infatti, non è cosa improbabile ritrovarsi spiazzati e sorpresi mentre scorrono i titoli di coda, a ragionare su tre possibilità:
1) siamo diventati improvvisamente tonti, 2) non abbiamo seguito abbastanza il tutto, 3) c'è qualcosa che non va, perché accidenti, qui l'assassino chi cavolo è?
Eh sì, il film non lo svela, o almeno non in modo palese, come ci si aspetterebbe.
A complicare ulteriormente le cose ci si mette pure il fatto che le scene sono eccessivamente scure. Sarà stata anche una scelta registica, per offuscare ancor  più la soluzione dell'enigma sopra citato, ma se verso la metà del film la grande penombra che permea gli interni della villa conferendo al tutto un'inquietante e lugubre atmosfera dark ci sta pure bene, verso il finale diventa fastidiosa, perfino irritante, perché ormai si è trasformata in un buio profondo, dove sagome indistinte si muovono come inghiottite dalla notte e non si riesce a capire cosa stia succedendo.
La trama poi, lascia un po' sbalorditi per certi comportamenti fin troppo ingenui e approssimativi delle protagoniste, in diverse scene per esigenze di copione, si ritrovano a compiere azioni al limite della stoltezza, come ad esempio nel corso di drammatici momenti, quando pur sapendo con che pericoloso elemento hanno a che fare e l'enorme rischio che corrono, che fanno? Invece di tramortirlo per bene e renderlo finalmente inoffensivo, gli danno solo un innocuo colpettino!
Per quanto riguarda la suspance siamo su buoni livelli, è mantenuta alta per gran parte del film. Gli interni girati a Villa Argento, nome scelto in omaggio al famoso Dario, sono saturi d'intensa atmosfera, ogni zona buia e inesplorata trasmette una sensazione di pericolo.
E' così anche per gli esterni del grande giardino che circonda l'abitazione, dove ogni fruscio può nascondere insidiose presenze e si sente che tutto può accadere, o ancora prima in quella strada fuori città avvolta dall'oscurità, dove ogni passo sembra riecheggiare nel silenzio, riempiendo l'aria di palpabile inquietudine.
Il tutto è accompagnato dalla colonna sonora degli umbri GELS e verso il finale dalle magiche note della canzone In Fondo Alla Notte, cantata da Dolcenera, un brano qui inedito, che la cantante ha inaugurato proprio con l'uscita del film.
Il cast d'attori è quasi interamente formato da giovanissimi che hanno poche esperienze recitative alle spalle, addirittura la protagonista Giulia Ruffinelli ha esordito sul grande schermo proprio con questo film e prima di fare l'ingresso nel mondo del cinema, lavorava come receptionist in un albergo. E’ stata una prova abbastanza buona, anche perché, visto l'esiguo uso di effetti speciali, un po' per scelta un po' per mancanza di fondi sufficienti, il film si è dovuto orientare sull'aspetto psicologico e sulle sensazioni che i vari personaggi riuscivano a trasmettere.
In conclusione, posso dire che nonostante i lati negativi sopra citati, non sono pentita di aver visto il film, perché pur con pochi mezzi a disposizione, sia l'intero cast tecnico e produttivo che gli attori, ce l'hanno messa tutta per realizzare questo lungometraggio, che non sarà da Oscar, ma ha un'anima italiana, voglia di emergere con fatica e professionalità in un panorama cinematografico dove imperano sempre più pellicole straniere. Durante la trama poi, ci sono molti momenti in cui la tensione raggiunge livelli più che apprezzabili e certe atmosfere ricordano un po’ quelle del Silenzio Degli Innocenti, peccato per la fotografia eccessivamente scura.
Consiglio il film.  A chi vuole fare un tuffo nella notte filmica, immergendosi attraverso lo schermo nei misteri di Villa Argento, sfidando il proprio fiuto alla Sherlock Holmes nella ricerca del colpevole e sue motivazioni, posso dare una piccola indicazione, tenete bene a mente dei ritagli di giornale. E' cosa importante, se non si sa questo particolare, si corre il rischio di lasciarsi sfuggire dei rilevanti indizi, perché la telecamera sadicamente vi si trattiene per poco tempo e anche in quei frangenti, l'occhio può facilmente lasciarsi fuorviare da altro e passare oltre, attratto da altre immagini.

Durata del film: un'ora e ventidue minuti.


4 commenti:

  1. non mi è piaciuto molto questo film, però non è pessimo. Qua il mio commento:
    http://www.film.tv.it/opinioni.php/film/opinione/437224/la-notte-del-mio-primo-amore-2005/

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  2. Non so perché ma proprio non mi ispira :-)

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  3. non è il mio genere .. ma complimmenti x la descrizione

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  4. Ciao Tiziana, secondo me è uno di quei "filmetti soliti italiani" per i quali non vale la pena spendere i soldi del biglietto del cinema. E poi... 4 persone per scrivere una sceneggiatura?!! Ummm...

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