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mercoledì 8 settembre 2010

- L'Angolo Rosso

- Genere: Thriller

- Scheda
Nazionalità statunitense - Anno 1997
Regia: Jon Avnet
Attori: Richard Gere, Bai Ling, Peter Donat, Tsai Chin, Bradley Whitford

- Trama e Recensione
La vicenda è ambientata in oriente, nella rossa Cina, dove Richard Gere, nelle vesti di Jack Moore, un brillante ma sfortunato avvocato, si ritrova invischiato in una losca storia, che oltre a mettere a dura prova la sua resistenza emotiva, mette in pericolo la sua stessa vita. Pensare che era arrivato in città da poco, solo il tempo di concludere un affare molto importante per il suo lavoro, poi sarebbe ripartito verso luoghi a lui più familiari.
Invece, quell'attrazione per una donna bellissima, dolce, disponibile, aveva trasformato la realtà soffusa di sensualità in un inaspettato incubo.

Nell'incubo ora c’è immerso fino al collo, accusato di omicidio in una terra straniera, eppure non ricorda nulla! Si è ritrovato in quella camera d'albergo ubriaco, sporco di sangue, lo stesso colore terrificante in cui giaceva la ragazza, ormai priva di vita. Sa di essere innocente, ma si sente sprofondare sempre più in un tunnel senza uscita. L'unico indiziato è lui e non può che sottoporsi alle discutibili regole del sistema giudiziario cinese.
I suoi colleghi americani sembrano voler fare ben poco per tirarlo fuori da un pasticcio che si fa sempre più drammatico e rischia di portarlo dritto-dritto verso un'inevitabile condanna a morte!
Unico spiraglio di luce, Shen Yuelin, una giovanissima avvocatessa cinese che il tribunale gli assegna d'ufficio. Sarà lei a dover prendere le sue difese.
Potrà questa flebile speranza toglierlo dai guai e trascinarlo via da un destino che sembra ormai segnato?

- Un film che punta molto sull'intrigo che si viene a creare fin da subito, su un mistero che rischia di trascinare un presunto innocente nelle spire di un'inevitabile, drammatico epilogo. Il regista è riuscito attraverso atmosfere cupe e opprimenti, a trasmettere la sensazione d’impotenza e sconcerto, suscitata da una situazione assurda e ingiusta, da un sistema giudiziario fin troppo discutibile, che per quasi tutto il film, pare negare al protagonista ogni forma di umana giustizia. La vicenda, comunque, non si focalizza solo sulla rigidità di un'antiliberale giustizia cinese, punta il dito anche sulla fin troppo scarsa incisività dei connazionali americani, che in questo caso, preferiscono rimanere in disparte, in nome di una più comoda tranquillità politica tra i due Paesi.
Richard Gere dal canto suo, ce la mette tutta per far apparire Jack Moore disperato e battagliero, un uomo braccato e solo, che non vuole arrendersi alla realtà sconcertante e terribile in cui si viene a trovare.
A smorzare i toni duri del film, ci pensa la dolce e battagliera Shen Yuelin, giovane eroina in un ambiente spesso corrotto. Guidata da sani principi di lealtà e dai ricordi ancora troppo dolorosi di un'infanzia passata tra le barbarie della rivoluzione culturale cinese, mette tutta la sua determinazione per portare a galla la sfuggente verità. L'attrice Bai Ling, perfetta in questo ruolo, riesce a dare alla giovane avvocatessa, un'aria fragile e sofferta, ma anche una personalità temeraria e dolce.
Il film in alcuni punti può risultare un po’ lento, in altri scade un tantino nell'esagerazione, ma nel complesso merita la visione, specie per le scottanti tematiche affrontate. In più, la presenza di Richard Gere contribuisce ad aggiungere valore all’insieme!
Consigliato, in particolare a chi ama i thriller privi d’immagini troppo cruente.

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