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sabato 23 ottobre 2010

- Scoop


Genere: Commedia, thriller

Produzione: Gran Bretagna, Stati Uniti - Anno 2006
Regia, soggetto e sceneggiatura: Woody Allen
Scenografia: Maria Djurkovic
Fotografia: Remi Adefarasin

Attori: Woody Allen (Sid Waterman - in arte mago Splendini), Scarlett Johansson (Sondra Pransky), Hugh Jackman (Peter Lyman), Ian McShane (Joe Strombel), Romola Garai, Kevin McNally, Matt Day, Charles Dance, Julian Glover

Trama, Recensione e Trailer
Sondra Pransky, trovandosi a Londra, assiste a uno spettacolo d'illusionismo del prestigiatore Sid Waterman in arte Splendini, dove suo malgrado, si ritrova a diventare parte attiva di tale rappresentazione, scelta tra il pubblico della platea, deve collaborare al "gioco di magia", fingendo di sparire dentro una specie di armadio.
Proprio qui, in circostanze sorprendenti e non poco spaventevoli, viene contattata da una presenza insolita e inaspettata, il fantasma Joe Strombel, che la invita a indagare sullo strano caso del serial killer dei tarocchi.
Da questo momento, una serie di avvenimenti in bilico tra il dramma e la farsa, coinvolgerà l'inesperta Sondra e uno sbadato Sid Waterman, entrato anche lui nella vicenda, non senza munirsi di una buona dose di sana ironia.
Come in tutte le storie importanti che si rispettino, non manca la presenza del bello, ricco e tenebroso, qui nelle vesti del seducente Peter Lyman.
Tra le stanze e i giardini di una bella villa londinese, si svolgono i fatti d'investigazione segreta, ben presto anche l’amore arriva a colorare gli eventi di passione e mistero.
Sullo sfondo, le enigmatiche carte dei tarocchi, come oscure e allo stesso tempo chiare presenze, che intrecciano indizi e colpevolezze, sospetti e certezze e possono essere gioco o destino.

- Il grande Woody Allen ripropone per la parte da protagonista, la giovane attrice Scarlett Johansson, scelta anche in precedenza per "Match Point". In più stavolta, non si limita al ruolo di regista, ma scende in campo nelle vesti di un simpaticissimo, improbabile e originale papà, sfoderando tutta la sua flemmatica e personalissima vena umoristica. Il risultato è un'opera cinematografica, ricca di momenti piacevoli, dove una leggera nota di suspense si fonde con la comicità, mai troppo eccessiva, che scaturisce dalle sue battute sagaci, da frasi che sembrano buttate lì per caso, ma sono invece frutto di una sapiente preparazione dei dialoghi. Lo spontaneo botta e risposta tra il suo personaggio e quello di Sondra è conseguenza di un meticoloso lavoro. Nella rappresentazione filmica, ha disegnato un modello molto affine a se stesso, ricavando i ruoli attorno a un'idea ben precisa, unire due talenti che nella realtà sembravano molto in sintonia, per plasmare una storia di fantasia, che mantenesse quell'aria di scanzonata allegria, spesso un tantino irriverente, che si era creata tra loro nel girare il precedente film. Da grande maestro navigato del cinema, Allen ha avuto proprio un'intuizione giusta. I momenti salienti della trama, sono proprio quelli che li vedono confrontarsi nelle varie situazioni e se la vicenda non brilla poi tanto d'originalità, la loro recitazione compensa di molto queste mancanze di sceneggiatura.
La trama è abbastanza semplice, anche piuttosto scontata, ma a renderla speciale contribuisce anche l’insolito intreccio di generi, che spazia dal thriller, al rosa, dal comico al fantasy.
Una commedia sui generis, dove fin dai primi minuti, si percepisce un'atmosfera surreale e allo stesso tempo scherzosa, che ha il potere di trasformare in grottesco anche i pochi momenti inquietanti. In un altro contesto, avrebbero destato qualche brivido di paura, ma qui, dopo i primi attimi di sgomento, facilmente lo spettatore può sentire affacciarsi una irresistibile e spontanea risata!
Le carte poi, rappresentano il bene e il male, sono emblema del destino che tesse le sue trame per mano di un misterioso assassino, allo stesso tempo, tratteggiano la leggerezza di un gioco di prestigio, se a muoverle è un ben più positivo personaggio che non porta distruzione e morte ma un sorriso.
Allen condisce il tutto con un alone di magia, che aleggia sulle scene e s'intreccia alla realtà, così un fantasma può facilmente materializzarsi in uno spettacolo d'illusionismo e i tarocchi diventare prova tangibile di fatti inquietanti, ma allo stesso tempo essere portatrici di cambiamento e d'amore, o al contrario essere solo illusione.
Gli attori svolgono un ruolo rilevante nel rappresentare le pedine di questa vicenda, personaggi che sono d'estrema normalità, oppure dotati anche d'insolita bizzarria. Così vediamo Ian Mcshane, vestire i panni di un singolare fantasma, rendendolo unico con la sua particolare verve scanzonata e un’esilarante, seriosa simpatia.
Una sorprendente Scarlett Johansson, abbandona i panni di donna fatale, per trasformarsi in una ben più semplice ragazza acqua e sapone e ci riesce anche bene, perché con quegli abiti dimessi, gli occhialini da intellettuale, l'espressione un po' svampita e ingenua, pare proprio un'altra persona rispetto alla sensuale attrice che è stata definita, forse un po' esagerando, la donna più sexy d'America. In aggiunta, con spontaneità e destrezza, riesce a tenere testa alla bravura di Allen, in un susseguirsi di battute di sicuro effetto.
All'altra presenza maschile, Hugh Jackman, tocca il ruolo del "bello e forse impossibile" e ci riesce benissimo, perché chi meglio di lui, alto, attraente, affascinante, poteva impersonare il ricco e seducente Peter Lyman? Non ha un ruolo da protagonista, ma nelle scene che lo coinvolgono, riesce a trasmettere la dolcezza e il mistero del suo aristocratico personaggio.
La palma d'onore spetta senza dubbio a lui, Woody Allen, che come ho già accennato, impersona il prestigiatore Sid Waterman, novello papà per necessità scenica, dotandolo della giusta ironia e leggera sbadataggine, facendo trasparire allo stesso tempo, l'animo ingenuo e buono di quest'uomo, che pur brontolando spesso, non esita a mettersi in gioco per aiutare una semisconosciuta. Bravo, come sempre.
Non ci sono effetti speciali rilevanti, ma la scenografia può vantare alcune inquadrature davvero suggestive, come quelle nella grande casa londinese, oppure nell'enorme giardino inglese, dove il verde esplode in tutta la sua rigogliosa vitalità, diventando per alcuni attimi protagonista, calamitando l'attenzione su quelle infinite e bizzarre forme che l'uomo e la natura sono riusciti a creare.
In altri momenti è l'acqua a vestire le scene di serena e allo stesso tempo inquietante atmosfera, come nella grande e bellissima piscina o su quel laghetto che all'inizio trasmette solo apparente tranquillità.
La splendida musica ritmata dei valzer di Strauss, fin dai primi minuti accompagna le immagini, fondendosi a meraviglia col tema del film e dando quel tocco sbarazzino e spensierato ad alcuni momenti clou della trama.

Durata: un’ora e trentasei minuti.

Trailer

2 commenti:

  1. Ciao Tiziana, personalmente credo che sia difficile trovare un film di Woody Allen che non sia interessante!
    Buona domenica!

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  2. Splendida recensione, anch'io sono un fan del grande Woody, ma "Scoop" per ora mi manca. Buona serata.

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