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giovedì 9 dicembre 2010

- 30 Giorni Di Buio


Genere: Horror

Titolo originale: 30 Days Of Night
Nazionalità: Stati Uniti e Nuova Zelanda - Anno 2007
Produzione: Sam Raimi e Robert G. Tapert
Regia: David Slade
Soggetto: Steve Niles e Ben Templesmith 
Sceneggiatura: Steve Niles, Stuart Beattie e Brian Nelson
Scenografia: Paul D. Austerberry
Effetti speciali: Joe Dunkley
Fotografia: Jo Willems

Attori e Personaggi: Hartnett Josh (sceriffo Eben),  Melissa George (Stella), Ben Foster (Lo straniero), Danny Huston (Marlow), Mark Rendall (Jake Oleson), Mark Boone Junior  (Beau Brower), Manu Bennett (Agente Billy Kitka), Amber Sainsbury (Denise)

Trama, Recensione e Trailer
Alaska, Barrow
Neve, neve e neve. Una coltre bianca ricopre ogni cosa, risplende nel riverbero della luce sempre più fioca del tramonto. Questo è un giorno speciale, se in bene o in male dipende dai punti di vista.
Sicuramente è l'anticamera di un periodo difficile, ma in quest'angolo sperduto del globo ci sono abituati. Il sole a certe latitudini si comporta in modo diverso, un'alba è l'inizio di tante ore di luce, il giorno dura di più che dalle altre parti del pianeta, ma poi è seguita da una lunga notte e tutto ripiomba nel buio per molto tempo.
Lo sceriffo Eben Oleson, è solo una macchia di colore nella candida immobilità del paesaggio innevato. I suoi piedi affondano nella cedevole superficie, il freddo è pungente ma non se ne cura, il tempo stringe e gliene rimane poco per sbrigare gli ultimi controlli. Purtroppo queste ultime ore di luce sembrano essere il presagio di difficoltà lavorative senza precedenti. Un ritrovamento di cani massacrati in modo barbaro ha riempito di tensione e nervosismo alcuni abitanti del posto e lo stesso Eben non può fare a meno di sentirsi invadere da una forte preoccupazione. Di sicuro c'è qualche perditempo che ha deciso di movimentare in peggio la situazione. Di solito questo è un posto tranquillo, chi potrebbe mai decidere d'avventurarsi in un luogo così ostile, dove in pochissimi riescono a resistere? Neanche chi vi trascorre gran parte dell'anno è disposto a restare nei gelidi e scuri giorni di buio, sono trenta, un'infinità! In tanti sono già andati via e gli ultimi ritardatari si apprestano a farlo in modo concitato. Ad ogni modo Barrow non rimane mai completamente disabitata, sono parecchie le famiglie indigene che ci vivono stabilmente. Sì, la notte è lunga, le temperature sono più che rigide, ma si aziona il generatore e si va avanti, tepore e luce artificiale non mancano. Aspettare la prossima alba non è impossibile. E' stato sempre così, ma stavolta è diverso.
Peccato che i più non abbiano guardato verso il mare. Tra quelle acque lastricate di ghiaccio, il pericolo può facilmente farsi strada con il favore delle tenebre. Oppure è giusto credere che il peggio sia passato, che gli atti vandalici e gli strani accadimenti delle ultime ore erano solo opera della pazzia e violenza di uno straniero che si aggirava in paese?
La luce però va e viene, il generatore generale è stato manomesso, l'unico elicottero del paese è ormai fuori uso, ogni collegamento con l'esterno reso impossibile... e il terrore non tarda a macchiare di rosso il bianco della neve. Una prova davvero dura per lo sparuto gruppo di persone che si ritrova a vivere quest'avventura. Tra gli sfortunati c'è anche Stella, ex compagna dello sceriffo Eben, bloccata in paese solo per aver perso l'aereo.
Resistere fino alla prossima alba è l'unica via d'uscita e il conto alla rovescia è appena cominciato.
Una lotta per la sopravvivenza, senza esclusione di colpi scandirà minuti, ore, momenti drammatici. Mentre la notte glaciale sarà piena di pesante silenzio o dei passi felpati di fameliche entità, di frasi deliranti scandite con un linguaggio incomprensibile o solo scossa dall'ululato del vento di una tempesta di neve. Mai si era vista una cosa simile. L'odore del sangue può essere un richiamo irresistibile. Il terrore è palpabile, l'incubo ha inizio, sopravvivere è la priorità assoluta.


- La Regia è del britannico David Slade, ma la cosa ancor più interessante è che nel cast di produzione c’è nientemeno che Sam Raimi, già conosciuto per pellicole famose come La Casa, L'Armata Delle Tenebre, The Grudge, oltre ai vari Spiderman e altri film. Ciò fa intuire quanto la trama possa essere intrisa di potenziale adrenalinica suspense. Come sempre però, fare un buon horror che soddisfi tutti i gusti variegati del pubblico è cosa non semplice. Ho sentito pareri discordanti su 30 Giorni di Buio, c'è chi ne esalta i contenuti e chi al contrario ne dà un giudizio piuttosto negativo. Io mi tengo nel mezzo, ma molto di più dalla parte positiva.
Cominciamo dalla sceneggiatura. La storia è tratta da un fumetto, una Graphic Novel, dal titolo Trenta Giorni di Notte, opera di Steve Miles e Ben Templesmith, rispettivamente ideatore e disegnatore. Stuart Beattie, Brian Nelson e lo stesso Steve Niles, si sono occupati dell'adattamento cinematografico cercando di riportare sullo schermo le parti salienti della narrazione cartacea. Questo per dire che essendo costretti a seguire uno schema già predefinito, più di tanto non si potevano inventare, se poi la trama può risultare prevedibile o poco intricata, non si può puntare il dito contro chi, per il motivo appena citato, ha potuto usare solo in modo limitato la propria creatività.
Ad ogni modo il contesto in cui è collocata la vicenda filmica è tutt'altro che banale. Nelle classiche pellicole sui vampiri la notte segue il giorno con la stessa periodicità a cui siamo abituati alle nostre latitudini, le creature del buio restano perlopiù rintanate in antri scuri, cripte o castelli sinistri.
Nel film in questione invece, ci troviamo in un posto particolare, una zona del pianeta sperduta tra i ghiacci, dove in un certo periodo dell'anno le tenebre di una notte lunghissima avvolgono ogni cosa. La situazione insolita è quindi già tutto un programma per lo svolgimento degli eventi, in poche parole la location inusuale fa la differenza.
La cosa più riuscita è proprio la scenografia, altamente realistica, di grande impatto visivo, eppure, da non credere, quelle riprese così perfette sono solo il frutto di una sapiente ricostruzione scenica. Il set è stato preparato in una zona della Nuova Zelanda, magistralmente vestita di look artico grazie all'uso di copiosa neve artificiale. Algide ma di grande fascino le immagini prossime al tramonto, spaziano su un paesaggio interamente coperto di candida e fulgida neve. Spazi aperti e desolati, comunicano subito la grande forza e bellezza di una natura primordiale e indomabile. Al contempo, danno l'idea della lontananza dal resto del mondo, di come possa essere facile e pericoloso esser tagliati fuori dal resto della civiltà umana.
I brividi non sono solo di freddo quando cala la glaciale notte artica. Trasmettono inquietudine e paura le ombre che si allungano in prossimità delle case, nei cortili, sulle strade fiocamente illuminate di Barrow. E' la location che inizialmente aspira a essere un rifugio sicuro tra la desolazione e il nero di pece di lunghe giornate senza sole. E’spesso mostrata dall'alto, per coglierne interamente tutta l'estrema fragilità, oltre che la monocromatica tonalità che si fonde col biancore circostante. Sarà ancora più d'effetto, più avanti, vederla violata, macchiata dal raccapricciante colore di un'inaudita violenza.
Il produttore Sam Raimi ha voluto fortemente per la regia di questo film il cineasta britannico David Slade. Il trentottenne Slade, a dispetto della giovane età, è riuscito a confezionare una pellicola abbastanza buona, che sicuramente si distingue dalla massa di produzioni cinematografiche del genere. Non tanto per la trama, ma per aver reinventato l'ormai abusata e gotica figura del vampiro, dandogli un'impronta nuova e ancor più inquietante. Non più creature emaciate e solitarie, pronte ad appropriarsi con un morso dell'immortalità e del cuore di qualche gentil donzella. Non hanno nulla dell'aspetto volutamente sexy o comico di qualche parodia filmica. Gli eroi negativi di Slade, hanno un aspetto molto umano e allo stesso tempo se ne discostano in modo vistoso. Non devono la paternità all'uso del digitale, ma solo a una sapiente opera di trucco. Solo attori in carne e ossa a riprodurne le azioni e i gesti, semplici protesi dalle fattezze grottesche a delinearne le raccapriccianti caratteristiche. Non più i due classici canini allungati, ma una dentatura paurosamente irta di molteplici denti affilati. La bocca e la parte bassa del viso perennemente sporca di sangue. Occhi neri dallo sguardo inespressivo e unghie a forma di artigli. Il tutto integrato da un look urbano e sobrio e un idioma incomprensibile. Si muovono in gruppo e hanno un leader.
Sono queste le creature inquietanti della lunga notte di 30 Giorni Di Buio, spietate, pericolose, primitive, con una personale forma d'intelligenza dettata solo dalla necessità di soddisfare una compulsione malsana e primordiale.
Il film in questione non si risparmia nel mostrare con cruda veridicità le scene di violenza, la neve è spesso macchiata di rosso e gli eventi si susseguono senza lasciare nulla all'immaginazione, eppure, pur immersi nella statica tensione di un pericolo incombente, quel che maggiormente riesce a dare qualche brivido di repulsione e paura, è il ghigno feroce, brutale, di questi esseri dalle caratteristiche somatiche terrificanti. Gli addetti ai lavori hanno puntato molto su questo e l'attenzione per i primi piani ha accentuato l'effetto visivo, dando risultati notevoli.
In questo contesto gli attori Hartnett Josh e Melissa George, pur avendo il ruolo di protagonisti principali, non riescono ad emergere alla grande, fin troppo oscurati dal carisma orripilante delle creature della notte di David Slade. A tal proposito è doveroso ricordare Danny Huston, calato alla grande nel personaggio del "capogruppo dei cattivoni".
In mezzo a cotanta gelida durezza, il regista ci tiene a far emergere alcuni lati importanti. Esce fuori prepotentemente, che quel che distingue e fa unico l'essere umano, è il suo innato bagaglio di emozioni, gioie, paure, sentimenti.
Alcune scelte filmiche dei protagonisti sono senza dubbio discutibili, ma non è una novità che in pellicole del genere, i malcapitati di turno le sventure se le vadano ancor più a cercare!
Per quanto riguarda le musiche, ho trovato particolarmente d'effetto quelle sul finale.
Nel complesso una pellicola più che passabile. Non è un capolavoro, ma ha alcuni lati interessanti che vale la pena approfondire con la visione.
- Durata un’ora e quarantatrè minuti

7 commenti:

  1. ok, questo devo dire che è stato un bel film, il finale è deludente però le ambientazioni e diverse scene, tutte con tonalità freddi ovviamente, me lo hanno fatto piacere!!;)

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  2. sicuramente da vedere!!
    bella la recensione !!! bravissima!! ciao tyziana buona giornata! :)

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  3. Ciao Tizyana, è bello tu ci tieni sempre informati su tutti i nuovi film... Un grazie infinito, con un abbraccio,
    Tomaso

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  4. a me non è piaciuto, a parte la buona idea della lunga notte artica

    stay screen

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  5. Dalla lettura della tua recensione e dei commenti, mi faccio l'idea che si sia un po' persa un'occasione, perché l'Alaska si presta oggettivamente a scenario di storie drammatiche.

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  6. Un film da non perdere perché, come dice Adriano, lo scenario in cui si muove il film è affascinante.

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  7. a me è piaciuto proprio grazie all'ambientazione un pò "diversa" dalle solite e decisamente spettacolare! per il resto è un film caruccio.
    ...è tratto da un graphic novel?! davvero?sai che proprio non lo sapevo!
    grazie per l'info ^.^

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