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lunedì 28 febbraio 2011

- Blood Diamond - Diamanti di Sangue

Genere: Drammatico, Azione, Guerra

Titolo originale: Blood Diamond
Produzione statunitense - Anno 2006
Regia: Edward Zwick
Soggetto: Charles Leavitt e Gaby Mitchell
Sceneggiatura: Charles Leavitt
Scenografia: Olivia Bloch-Lainé
Costumi: Ngila Dickson
Fotografia: Eduardo Serra
Montaggio: Steven Rosenblum
Musiche: James Newton Howard

Attori e Personaggi: Leonardo Di Caprio - (Danny Archer), Djimon Hounsou - (Solomon Vandy), Kagiso Kuypers - (Dia Vandy - figlio di Solomon), Jennifer Connelly - ( Maddy Bowen - giornalista americana), David Harewood - (Capitan Poison), Arnold Vosloo - (Colonnello Coetzee)

Trama, Recensione e Trailer
1999 Sierra Leone - Se una guerra deve continuare, allora ci servono armi, se questa guerra deve andare avanti, è perché c'è molta richiesta di diamanti e ci sono mani avide pronte a tutto.
Lo sa bene Danny Archer, lui che pur essendo bianco, l'Africa ce l'ha nel sangue, ma ha imparato bene a non amarla troppo, a servirsi di lei, per andare un po' più incontro all'idea di benessere dei Paesi industrializzati e di conseguenza anche alla sua.
Lui è il prodotto del suo passato e certe cose lasciano il segno, asciugano l'anima, la rendono arida, o forse è solo una dura corazza quella che s'indossa per sopravvivere. Danny ha sempre agito senza farsi troppe domande, lasciandosi scivolare addosso, tutte le ingiustizie, la violenza e la sopraffazione attorno a lui. Ex mercenario in Rhodesia, poi scaltro trafficante d'armi, ha imparato a trattare con disinvoltura con i ribelli che accendono i focolai della guerriglia e tengono viva la guerra civile. Sono i R.U.F. (Fronte Rivoluzionario Unito), violenti, inaffidabili e crudeli, ma hanno bisogno di lui e della sua infida merce, così come Danny ha bisogno di loro. E' uno scambio alla pari, armi in cambio di diamanti!
Avidi compratori già ce ne sono, pronti in molte parti del mondo.
Multinazionali senza scrupoli, uomini che sanno bene da dove arrivano quelle lucide pietre macchiate d'invisibile colore scarlatto, ma chiudono gli occhi, in nome del dio denaro.

Villaggio di Mende - Cielo terso e tanti sogni. Solomon Vandy, stringe un attimo suo figlio, prima di lasciarlo andare a scuola, di km ne avrà da fare tanti per raggiungerla. Quanti sacrifici, ma ne è sicuro, un giorno diventerà dottore. Desidera un futuro migliore per lui, diventerà una persona importante e rispettabile.
Il fragore di scoppi improvvisi dissolve quest'attimo di tenera tranquillità, facendolo precipitare nella sua nuova realtà fatta d'incredulità e dolore.
Una folle corsa verso le povere case, dove una forza bruta distrugge ogni cosa, guerriglieri devastano, uccidono, trascinano via a forza i ragazzini presenti. Non riesce Solomon nel disperato intento di portare via la sua famiglia, lo separano brutalmente dalla moglie e dai figli prima che possa farli allontanare da quell'inferno.
Lui, pescatore libero, buono, da sempre fiducioso in un futuro migliore, si ritroverà invece, insieme a tanti disperati, imprigionato in una sperduta zona al limite della foresta, con un fucile puntato a pochi passi, a scavare tra quell'ingrata terra rossa d'Africa che nonostante tutto ama, ad affondare i piedi nell'acqua melmosa, per cercare stavolta non pesci per la sua famiglia, ma pietre preziose, diamanti per quegli uomini che gli hanno distrutto la vita.
Pensare che per lui la ricchezza è qualcosa di ben diverso, è rappresentata dalle persone che ama e farebbe di tutto per loro. Si sente trasalire però, quando poco dopo si ritrova tra le mani un enorme diamante rosa!
Da questo momento, un susseguirsi d'eventi intreccerà le vicende di Danny e Solomon, sono due uomini diversi ma entrambi africani, il secondo però, ha sulla pelle anche il colore di quella terra scura e nell'animo la fierezza delle sue origini, l'amore per le cose semplici e soprattutto per la sua famiglia.
Sullo sfondo di strade polverose percorse da guerriglieri d'inaudita ferocia, o da lunghe catene di profughi allo sbando, tra bambini soldato ed eroici missionari, circondati dal fragore distruttivo delle armi da fuoco, o dal sorprendente silenzio di una natura selvaggia di stupenda bellezza, si ritroveranno uniti per forza e per necessità, animati da obiettivi dissimili, ma ugualmente in lotta per la sopravvivenza e con il miraggio di un futuro migliore.
Sulla scena arriverà anche Maddy, un'intrepida giornalista, assetata di verità. Idealista e determinata, giocherà un ruolo importante nella vicenda.

- Blood Diamond, diamanti insanguinati, un titolo forte che racchiude già crudeltà e violenza, forza bruta e inenarrabili ingiustizie. Pare quasi un'eresia vedere accostate due parole così diverse. Ancor più perché la purezza, la trasparenza di queste pietre rare e preziose, hanno sempre trasmesso un'idea di regale perfezione. Invece, spesso, tante verità sono celate dietro quell'eterea brillantezza, narrano di sofferenze, soprusi e sangue, portano rumore d'armi da fuoco, dolore e violenza.
Blood Diamond è una pellicola-denuncia, racconta un periodo drammatico della storia di alcune zone d'Africa, violentate da aspri conflitti fomentati da interessi sommersi.   
Il regista, Edward Zwick, colloca la trama alla fine degli anni 90, intrecciando le vicende dei protagonisti con la reale e sanguinosa guerra civile che in quel periodo sconvolse questa sfortunata zona del nostro pianeta. Racconta un'amara verità, parla di un recente passato, di una terra violentata su vari fronti, da dissidi interni vestiti di finti ideali patriottici, da mani avide e dal silenzio del resto del mondo. Nella prima parte della pellicola, sceglie di dare maggiore spazio al conflitto. Dà voce alle armi. Azioni di guerriglia si susseguono sullo schermo, crude immagini di devastazione e violenza, case distrutte, sparatorie, scoppi e urla a fare da colonna sonora. Quasi un reportage che arriva direttamente dal passato. Tali scene, sature di confusionaria, crudele atmosfera, possono apparire eccessive, distogliere un po' dal filo logico e cronologico della trama, per fortuna, il tutto comincia ad assumere contorni ben più definiti, man mano che i vari personaggi risultano più caratterizzati. Il lato psicologico prende il sopravvento sul resto, riuscendo a far entrare ancor più lo spettatore nell'anima dell'avventurosa vicenda, che si snoda attraverso le vicissitudini rocambolesche e drammatiche dei protagonisti.
Charles Leavitt ha scritto il soggetto, in collaborazione con Gaby Mitchell. Quest'ultimo si è occupato anche della sceneggiatura e pur restando fedele alla cronaca di quella drammatica, vergognosa pagina di storia, ha pensato bene d'inserire due personaggi di fantasia, Solomon e Danny. Attraverso di loro fa rivivere le ingiustizie subite da tanti uomini, racconta due modi diversi di vivere questa terra piena di contrasti, dove convivono amore e violenza, Il bene e il male, ricchezza ed estrema povertà. Il risultato è davvero buono, riesce a coinvolgere emotivamente, tanto che verso la metà del film e sul finale, si può anche far fatica a trattenere le lacrime.
La scelta del regista, di avvalersi di attori noti e amati dal pubblico, come Leonardo Di Caprio e Jennifer Connelly, non è di certo casuale, inutile dire che si punta anche su questo per richiamare ancor più attenzione sul film. Una mossa scaltra ma azzeccata e visto l'importante tema del film, non posso far altro che appoggiarla in pieno.
Entrambi gli interpreti, in ogni caso, danno vita a personaggi di grande carisma. Con il contrabbandiere Danny Archer, Di Caprio impersona la parte corrotta, cinica e opportunista, dotandolo allo stesso tempo di un'anima misteriosa, piena di sfaccettature, che mira a confondere un po' lo spettatore, ma che può addirittura sorprenderlo. Che dire della sua interpretazione: coinvolgente e intensa.
Brava anche Jennifer Connelly, veste i panni della giornalista americana Maddy, una delle poche figure femminili del film, di certo la più importante. In quest'universo di povertà e ambiente sociale degradato dalla guerra, si muove come un'eroina, quasi un'icona dell'emancipazione della donna, in contrasto col ruolo più dimesso di tante sfortunate, costrette a forza dal conflitto a una vita disumana. Tocca a lei, idealista e determinata, animata da un gran senso di giustizia, rappresentare quella parte del mondo che osa farsi delle domande davanti a tanto scempio.
Djimon Hounsou è sicuramente meno noto degli altri due protagonisti, ma vanta ugualmente varie partecipazioni a film importanti, come ad esempio Eragon, il Gladiatore, Amistad e altri ancora. Chi meglio di lui poteva interpretare il buono e coraggioso uomo africano Solomon Vandy? Indubbiamente perfetto. Nato e vissuto in Africa fino all'età di tredici anni, somma la bravura recitativa a delle caratteristiche fisiche ideali per un simile ruolo. Indimenticabile il suo personaggio e le scene che lo coinvolgono al fianco di Leonardo Di Caprio, insieme tratteggiano due modi diversi di vedere la ricchezza, che se per l'uno può rappresentare il valore di benessere materiale dato da un raro diamante, per l'altro assume contorni più profondi e sentimentali, poiché può essere solo un mezzo per raggiungere una cosa per lui ben più preziosa: suo figlio Dia!
A David Harewood è spettato il compito non facile, di trasferire su di se tutta la malvagità di cui sono stati capaci tanti di quegli uomini che hanno avuto una parte attiva nel conflitto e diventare così nel film il feroce Capitan Poison. Il suo ruolo, se pur non di primo piano, è importante nel disegnare una fastidiosa e spietata violenza, che di sicuro ha radici profonde, ed è anche lo specchio della cruda realtà che lo circonda, ma chissà se anche lui non è stato come uno di quei tanti bambini soldato rapiti e violentati nell'anima? Una frase del film riassume bene questo concetto:
- "Tu penserai che io sia il diavolo, ma credimi, è solo perché sono vissuto all'inferno e voglio uscirne!"
Un altro dei punti di forza del film, è senza dubbio l'accattivante scenografia.
La macchina da presa non si risparmia nel catturare e immortalare incantevoli paesaggi naturali, alternandoli a sapienti ricostruzioni di grande impatto emotivo. Così alle scene d'azione, dominate da ampie vedute di desolati villaggi e città in rovina, seguono quelle altrettanto toccanti delle estese baraccopoli dei centri d'accoglienza profughi, per raggiungere poi picchi drammaticamente spettacolari, in alcune riprese dall'alto, che si aprono su un'area solcata da una lunga scia di poveri disperati, donne, uomini, bambini, sfollati che avanzano lentamente. Richiamano alla mente immagini già viste più volte nei telegiornali.
Un gran merito va senza dubbio anche a Eduardo Serra che ha curato la fotografia e ha dato il massimo riportando al meglio la bellezza eclettica di questa terra d'Africa, regalandoci inoltre, la vista di grandi praterie, aride distese di terra rossa, verdeggianti zone di foresta, affascinanti tramonti, panorami mozzafiato.
La colonna sonora, fa la sua parte rilevante nel conferire maggiore intensità alla trama, alternando musiche dominate da ritmici suoni di tam-tam, a suggestivi sottofondi di cori femminili.

Consiglio vivamente la visione, perché è un mix d'azione adrenalinica, stupenda scenografia, drammatiche verità. E' un po' come dare voce a chi non c'è più. Gridano (in senso metaforico) attraverso questo film le migliaia di persone che hanno perso la vita, la loro dignità di uomini liberi, i bambini derubati della loro innocenza, rapiti, drogati, resi assassini, i nuovi schiavi dell'avidità e del consumismo.
Da vedere, per apprezzarne al meglio la spettacolarità delle scene, perché sono molteplici gli aspetti da approfondire e su cui riflettere, tanti gli incantevoli scenari che catturano lo sguardo, che lascia quasi, "Un mal d'Africa" e una sola visione non basta!
Per il tema trattato e alcune scene cruente, la visione di Blood Diamond non è adatta ai più piccoli.

- Durata: due ore e ventitre minuti

 Curiosità
- Le scene di Blood Diamond sono state girate quasi tutte in Sierra Leone, Mozambico e Sud Africa, le altre a Londra, in India e in Belgio.
- Si tratta solo di un film, ma è quanto di più vero si potesse rappresentare. Per essere il più possibile fedele a quella drammatica realtà, il regista si è avvalso della collaborazione del noto documentarista Sorious Samuro e del suo documento verità "Cry Freetown", girato direttamente durante quel sanguinoso periodo di guerra.

- Il conflitto in Sierra Leone è durato dal 1991 fino al 2002, ben undici anni di violenta guerra civile, che si è lasciata dietro distruzione e immani atrocità. Questa sfortunata terra, che in realtà ha un potenziale di ricchezza rappresentato da giacimenti d'oro e di diamanti, si ritrova in estrema povertà, violentata da chi non si è lasciato sfuggire la golosa opportunità di depredarla dei suoi tesori. Ancora oggi porta i segni indelebili di questo suo drammatico passato di sopraffazione e morte.
Nel 2003, un accordo internazionale di sessantanove Stati, ha dato vita al Protocollo di Kimberley, o per meglio dire al Kimberley Process Certification Scheme, un passo importante per il controllo della provenienza dei diamanti, in quanto evita che arrivino da Paesi in guerra e di conseguenza contrasta la spirale di contrabbando, violenza e sangue.
Problema risolto? Indubbiamente è un passo molto importante verso la legalità, ma senza voler essere troppo pessimista mi sorge ugualmente spontanea una riflessione.
Il buon senso dice, che d'ora in poi, potendo e volendo, prima di acquistare un diamante bisogna prima accertarsi della sua provenienza. Ok, ma fino a che punto ci si può davvero fidare di quella dichiarata? E non mi riferisco certo ai comuni gioiellieri. Chi è stato capace di azioni tanto infide, di quei crimini immani in nome del denaro, che ha nascosto la verità per tanto tempo, ha finanziato una guerra per ricavarne il valore di quelle "pietre scarlatte", le ha poi nascoste per renderle rare e aumentare così il prezzo di mercato, può forse non trovare il modo per aggirare questo ostacolo di legalità e tirarli fuori da quel brillio sinistro spacciandoli come puliti?

- Questo film ha partecipato alla notte degli Oscar del 2007 con ben cinque nomination! Per il titolo di "Miglior attore protagonista" e "Non protagonista", per il "Miglior sonoro", "Miglior montaggio","Miglior montaggio sonoro".
Ha vinto pure due premi al National Board of Review of Motion Pictures Awards, nel 2006.
Ha inoltre partecipato con una nomination al Golden Globe del 2007 e con altre due al Sag Awards 2007.

7 commenti:

  1. ciao tyziana, questo film non e' il mio genere.
    ti lascio un abbraccio e un buon inizio settimana :)

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  2. ciao tiziana penso sia bello come film dal trailer , perche' contiene un po' tutto, paesaggi suspence amore, colpi di scena, storia, quindi dovrebbere essere interessante, anche di Caprio risulta credibile nel personaggio, grazie baci rosa a presto buona giornata e buon inizio settimana

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  3. Un film che ho apprezzato e che mi ha commosso. Bello.

    Un abbraccio e buona giornata!

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  4. a me sembrò carino ma assolutamente romanzato.

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  5. Era un film che dovevo a suo tempo assolutamente vedere, ma che poi, come spesso mi capita, mi sono andato a perdere.

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  6. Sicuramente un film interessante, purché si riesca a sopportare anche in questo film la violenza che ormai ci circonda ovunque.

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  7. Anche per me film che volevo assolutamente vedere e che poi mi sono persa...rimedierò...grazie per avermelo fatto ricordare ;D

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