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domenica 20 febbraio 2011

- il Messaggero



Genere: Thriller, Horror

Titolo originale: The Haunting In Connecticut
Produzione statunitense - Anno 2009
Regia: Peter Cornwell
Sceneggiatura: Tim Metcalfe e Adam Simon
Musiche: Robert J. Kral

Attori: Kyle Gallner - (Matt Campbell), Virginia Madsen - (Sara Campbell), Martin Donovan - (Peter Campbell), Elias Koteas, Amanda Crew, Sophi Knight

Curiosità: Il film è ispirato a una misteriosa vicenda di cronaca americana degli anni ottanta.


Trama, Recensione e Trailer
- Stati Uniti D'America
La vita dei coniugi Campbell è stravolta da un problema di salute del figlio diciannovenne Matt. Purtroppo è affetto da una grave forma di tumore che lo costringe a sottoporsi a molte sedute di chemioterapia. Il tutto è complicato dall'eccessiva lontananza dell'ospedale, che costringono Matt e la madre Sara, a lunghi e faticosi viaggi per raggiungerlo. Per rendere la cosa più fattibile, Sara non trova altra soluzione che cercare un'abitazione in affitto nel Connecticut, il più vicino possibile alla clinica. Non ha molte pretese e neanche tanto denaro da spendere. Le andrebbe bene qualsiasi cosa, anche un minuscolo appartamento. Invece con sua immensa sorpresa, trova una grande casa vittoriana a prezzo stracciato. Non sta lì a farsi troppe domande se un simile affare possa celare o meno qualche inghippo, la cosa importante è che l'intera famiglia si possa trasferire, hanno tutti bisogno di quel minimo di tranquillità che non li faccia precipitare totalmente nel caos.
La situazione, invece, è destinata a farsi molto più complicata del previsto.
Tra le molte stanze della nuova abitazione, sembra celarsi un mistero che arriva prepotente a sconvolgere quel flebile equilibrio che tutti cercano a fatica di riconquistare.
All'inizio capita solo a Matt di percepire fugaci presenze, ombre, flashback di un passato che non è il suo. Sono più che semplici stranezze, tuttavia, deve pur esserci una spiegazione logica! Possono essere i postumi delle pesanti cure a cui il ragazzo si sta sottoponendo, o anche i segnali della malattia che avanza inesorabile, dandogli lievi disturbi psichici.
A queste conclusioni razionali arrivano i suoi familiari, ma quel che succede in seguito sconfina fin troppo nell'impossibile.
C'è più di un semplice mistero tra quelle mura, verità intrappolate in un criptico passato, che trovanonell'inquieto Matt il canale giusto per cercare di rivelarsi, anche se pian piano, un po' tutti diventano loro malgrado, testimoni di eventi che sconfinano nel sovrannaturale.

Matt all'arrivo, aveva scelto la stanza più grande e all'apparenza più tranquilla, uno scantinato delimitato da possenti pareti e da una lunga porta con ampi vetri ormai oscurati dal tempo.
Non aveva mai osato aprire quel criptico accesso, tirare forte la maniglia ormai incastrata per esplorare quel che c'era dall'altra parte, non fino a quando gli incubi lo avevano più volte destato, riportandolo a una realtà non meno irrazionale dei sogni.
Foto, tante foto, scattate dagli antichi abitanti della casa, istantanee che ritraggono persone diverse, inermi. Attrezzi da lavoro, di un lavoro che qualcuno deve pur fare, ma non in quel modo. Verità ormai incastonate nel tempo, scoprirle forse non è impossibile. E' quel che la famiglia Campbell cercherà di fare, non senza stupore, coraggio, incredulità e paura.


- Porte a vetri, antiche trasparenze oscurate dal tempo che non consentono l'accesso allo sguardo e celano potenziali, inquietanti pericoli. Una fugace presenza sinistra, o solo una macabra realtà ormai impolverata dal tempo. La telecamera si sofferma molto su questi particolari, specie nella prima parte del film, accendendo un velo di mistero su scene il più delle volte mostrate in penombra.

Basterebbe solo questo a creare suspense, ma la frase che recita a sibilline lettere sulla locandina, "Tratto da una storia vera", s’insinua forte nella mente, già foriera di mille inquietudini. Perché una sceneggiatura inventata di sana pianta difficilmente fa paura, diverso il discorso per una rappresentazione cinematografica di genere thriller - horror che racconta una vicenda realmente accaduta! 
A rincarare la dose ci pensa la colonna sonora, fin troppo ricca di stridii, rumori a sorpresa, sottofondi musicali più soft alternati a improvvisi toni altisonanti.
La trama, invece, pur mantenendo la drammaticità di fondo data dalla toccante vicenda umana del giovane Matt, non riesce mai a coinvolgere totalmente, a spostarsi da una certa prevedibilità, che può diventare delusione, specie se lo spettatore si è già documentato sulla oscura storia raccontata. Sul finale poi, si esagera fin troppo con gli effetti speciali e con un epilogo che si stenta ad associare a una possibile realtà.
In ogni caso, l'esordiente Peter Cornwell si è giocato bene il suo asso nella manica, rispolverando un inquietante fatto di cronaca americana di sicuro effetto, è riuscito a portare l'attenzione su di sè e sul suo primo lavoro da regista, che al contrario, avrebbe rischiato di passare in sordina.
Non male come approccio a questa fetta di cinema, con la sua idea è riuscito a suscitare attesa tra gli appassionati del genere, per quella storia realmente accaduta in America, totalmente sconosciuta, almeno dalle nostre parti.
Su quello strano caso preferisco non addentrarmi troppo per non svelare i lati salienti del film, dico solo che i veri coniugi Snedekers (non Campbell), avevano anch'essi un figlio malato di cancro bisognoso di pesanti cure e proprio per questo si trasferirono nel 1986 da New York a una zona del Connecticut vicino all'ospedale.
Proprio quella abitazione, a sentir loro, era poi stata teatro di strani fatti soprannaturali, percepiti in gran parte dal ragazzo malato.
Successivamente avevano trovato sul posto molte foto, testimonianza di un passato in cui alcune stanze al pianoterra erano adibite dall'antico proprietario a esposizione di bare e luogo d'imbalsamazione.
Una storia da pelle d'oca, non c'è che dire, vi invito a documentarvi sugli altri particolari relativi alla vicenda, ma solo dopo aver visto il film. Anche perché regista e sceneggiatori, nella loro trasposizione cinematografica hanno giocato un po' di fantasia, romanzando alcuni aspetti, aggiungendo passi eclatanti per rendere più d'effetto il tutto. Un po' troppo secondo me, specie nel finale.
Tuttavia il Messaggero resta sempre una pellicola da brivido, ma solo per l'associazione a quei misteriosi fatti raccontati dalla famiglia Snedekers, che ormai da qualche tempo non vive più in quella casa. Gli attuali occupanti, per fortuna, non hanno mai avuto i loro problemi.
La verità è ancora difficile da decifrare, forse.
Consiglio la visione del film a chi è poco impressionabile e agli appassionati del genere thriller con sfumature horror.

- Durata: novantadue minuti.


7 commenti:

  1. ciao tyziana su questo genere sono stati fatti diversi film, li ho visti quasi tutti, mi sembra interessante il trailer ;)
    grazie dell'info, come sempre!! baci e buona serata! :)

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  2. A me piacciono questi thriller, quando però arrivano certe scene cerco di no guardare...
    Buona serata cara Tizyana.
    Tomaso

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  3. Un vero thriller mozzafiato e come sempre una recensione completa ed esauriente. Ciao.

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  4. Grazie della visita al mio blog, il tuo è molto interessante, a me serve perché a volte non che film guardare e le tue recensioni sono molto ben fatte.Buona settimana!

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  5. ciao brrr che paura molto avvincente come trailer con suspence, sono quei film che attirano ma allo stesso tempo ti impressionano un po', grazie della tua proposta, interessante il fatto che e' successo veramente, baci rosa a presto buon inizio settimana

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  6. Gli avevo dato una possibilità appena sopra la stroncatura, se non sbaglio, ma in una domenica di ozio si sopportano anche questi film.

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