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mercoledì 9 marzo 2011

- Ultimatum alla Terra


Genere: Fantascienza

Titolo originale: The Day the Earth Stood Still
Produzione statunitense - Anno 2008
Regia: Scott Derrickson
Soggetto: tratto dal libro di Harry Bates
Sceneggiatura: David Scarpa
Scenografia: David Brisbin
Fotografia: David Tattersall
Musiche: Tyler Bates

Attori: Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Kathy Bates, Jaden Smith, Jaden Christopher Syre Smith

Trama, Recensione e Trailer
Newyork - Central Park - Un gigantesco globo luminoso atterrato in una zona di Central Park, mette in allerta, prima le alte sfere direttive e militari degli Stati Uniti, poi l'intera opinione pubblica.
In gran fretta sono stati chiamati ingegneri, scienziati e altre importanti personalità, per cercare di studiare e dare un’interpretazione a quei fatti senza precedenti. Tra loro c’è anche Helen Benson, spetta a lei l’onore e l’emozione di un primo incontro ravvicinato.
In quel grande spazio inondato all’improvviso di silenzio e d’attesa, percepisce appena la presenza delle tante persone appostate qua e là dietro di lei. Militari, armi, telecamere, tutto sembra fermo in statica attesa.
Ancora qualche passo, una densa cortina chiara e indefinibile le appare sempre più vicina.
Paura sì, ma che momento indimenticabile! Per una studiosa e appassionata ricercatrice di possibili forme di vita nell’universo, non può esserci emozione e desiderio più grande di questo!
Ecco, vede qualcosa muoversi aldilà del suo campo visivo, dietro quella specie di nebbia densa.
Quel che potrebbe essere un braccio, si allunga verso di lei.
Non è la sola a vedere, la tensione tra le forze dell’ordine si taglia con il coltello, tutti sono stupiti, immobili, terrorizzati. Eppure, Helen lo sa, lo sente, quel braccio teso è solo un cenno di saluto, un prezioso incontro tra due esseri di mondi diversi.
Un colpo di fucile. La violenza non ha mezze misure, non si presta a poesia e interpretazioni di fratellanza cosmica.
L’intruso, il nemico, il pericolo, va fermato, annientato.
Un unico colpo d’arma da fuoco sparato da un militare e la magia è ormai rotta, il silenzio solo un ricordo.
I momenti che seguono sono concitati e drammatici.
L’alieno viene portato in tutta fretta al centro medico, ormai è una preziosa cavia, salvarlo è la priorità assoluta. Fattezze umane o non umane? Di certo è qualcosa di straordinariamente diverso, per certi versi orripilante ma anche bellissimo. Per quel suo essere così adattabile a livello genetico e dotato di una speciale e aliena forma d’intelligenza superiore.
E’ solo l’inizio di eventi che si susseguono con fatale velocità. Pare che il tempo scarseggi, per riparare gli errori commessi, per fermare quel che sembra inevitabile. La giovane scienziata Helen Benson si troverà anch’essa travolta nel turbine di quella realtà inaspettata e terrificante.
Le ore che seguiranno saranno davvero decisive per l’intera umanità terrestre.

- Il film è un remake di una famosa pellicola dall'omonimo titolo, uscita nel lontano 1951. In quel caso il regista Robert Wise, con pochi mezzi e basso budget, riuscì a conquistare il pubblico degli appassionati del genere, tanto da farne un cult ancora acclamato ai giorni nostri.
A sei decenni di distanza, l'attuale regista Scott Derrickson, conosciuto anche per aver diretto la famosa pellicola horror The Exorcism Of Emily Rose, ha avuto a sua disposizione le potenzialità creative di moderni effetti speciali, eppure, è partito penalizzato già in partenza.
Le repliche cinematografiche comportano sempre dei rischi, anche perchè si può lavorare poco di fantasia e creatività, si è costretti a ricalcare il più possibile le strade narrative percorse nell'originale. In aggiunta, le aspettative di critici e semplici estimatori sono sempre molto alte. Uno spietato confronto con l'originale è inevitabile e purtroppo, anche questo film si è beccato molte, forse eccessive critiche. C'è da dire che Derrickson, dopo più di mezzo secolo, non poteva certo seguire alla lettera quella sceneggiatura imperniata su politica e difficili rapporti tra ex Unione Sovietica e Stati Uniti D'America. Un problema molto sentito in quegli anni cinquanta, che aveva tenuto sulle spine il mondo intero, con il terrore di un potenziale e distruttivo conflitto. Il monito di quella creatura venuta dallo spazio, non poteva che vestirsi di quelle paure.
Non che ai giorni nostri i difficili rapporti diplomatici tra i potenti della terra, non generino ancora più di una sotterranea inquietudine, ma le nuove tecnologie e l'uso sempre più massiccio di risorse energetiche, hanno risvegliato altre angosce non meno allarmanti.
La cosa interessante è proprio l'ambientazione e il tema ecologista di questo attuale remake. Perché se le emergenze contemporanee sono diverse da quelle del passato, le tematiche ambientali non potevano che prendere il sopravvento sull'incubo della guerra fredda, disegnando tuttavia, con eccessivo pessimismo potenziali accadimenti, apocalittici scenari, come conseguenza inevitabile delle dissennate azioni dell'essere umano.
Assodato che i cambiamenti attuati dal nuovo regista, siano fino a questo punto abbastanza plausibili e giustificabili, c’è qualcosa che può aver disturbato non poco quell’immaginario collettivo inculcato dalla cinematografia di fantascienza, fatto di navicelle spaziali, dischi volanti, creature aliene dalle solite fattezze d’inquietanti umanoidi.
Il nuovo regista, ha un po’ peccato d’eresia sotto quest’aspetto, osando avventurarsi su interpretazioni molto personalizzate, mescolando il mistico al profano, paure e irresponsabilità terrene a presagi da fine del mondo. Per non parlare poi del protagonista alieno, presentato come una sorta di messia! Spetta a lui però, anche in questo caso, il compito di un necessario incontro ravvicinato del terzo tipo, per dare un illuminante monito all’umanità e annunciare quel che sembrerebbe ormai l’inevitabile.
Nel film, non più metallici dischi volanti a solcare terrestri cieli di celluloide, ma eterei globi, dalle fattezze di piccoli pianeti gassosi. Gli evoluti abitanti dell’universo di Scott Derrickson, hanno plasmato i loro mezzi di trasporto alieni, prendendo a modello la meccanica del cosmo, le sue forme, la sua struttura. Ho trovato questa cosa davvero mitica e affascinante, e ci tengo a precisarlo, non mi schiero totalmente nel gruppo dei delusi, il film non sarà certo un capolavoro, ma per certi versi ha saputo conquistarmi. Sarà perché non avendo visto quell’antico e acclamato predecessore, non mi sono trovata a dover fare pesanti confronti.
Più che la trama, sono da elogiare alcuni effetti speciali davvero spettacolari. Cito solo i micro tecnologici insetti e i loro sciami dal potere distruttivo.
Il tutto accompagnato dalla colonna sonora coinvolgente e appropriata, in grado di conferire ancor più spessore alle scene.
Doveroso spendere anche due parole per gli attori.
Indiscussa la bravura della Connelly, ben calata nel personaggio della determinata e amorevole scienziata Helen Benson.
Lo stesso dicasi per il bellissimo "eroe di Matrix", Keanu Reeves. Carisma e prestanza fisica non gli mancano, per riempire lo schermo di calamitante e piacevole presenza. Per contro, ha fatto un po’ discutere la sua poca espressività, che secondo me era legata a esigenze di copione. Il suo Klaatu essendo una creatura aliena, se pur con sembianze umane, non poteva che apparire esteriormente distaccato e privo di emozionalità.
Proprio questa caratteristica contribuisce a ribadire la particolarità dell’essere umano, con il suo innato bagaglio di passioni, emozioni, spesso anche di violenza, prepotenza e distruttività, ma capace di provare paure, gioia, sentimenti, amore. Tutte cose che lo rendono unico e irripetibile!
Strepitosa Kathy Bates, perfetta nella parte del segretario di Stato Regina Jackson.
Nella parte del piccolo Jacob, troviamo nientemeno che il figlio del noto attore Will Smith!
Consiglio la visione, è una pellicola che seppur con qualche esagerazione ed eccessivo pessimismo, affronta il tanto sentito tema ecologista e si addentra anche a esplorare le emozioni dell’animo umano.
- Durata: 103 minuti


10 commenti:

  1. Ciao Tiziana, mi ricordo che negli anni 60 c è stato un film con lo stesso titolo, era in bianco e nero, mi ricordo che lo vidi a Zurigo.
    Un avvertimento alla terra da un pianeta molto potente che mandava nello spazio astronavi con robot potentissimi per far rispettare la legge...
    Non più armi nucleari...
    Buona giornata cara amica.
    Tomaso

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  2. Ciao Tiziana, devo dire che più che la trama mi ha colpito la tua recensione, che mi ha decisamente incuriosita!

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  3. Devo dirti che questo non è proprio il genere di film che mi appassiona, anche se qualche volta, complici gli altri che scelgono, ne ho visti alcuni, ma senza un particolare entusiasmo.

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  4. Ciao Tiziana dev'essere molto interessante e spettacolare, l'attore Keanu Reeves mi e'sempre piaciuto molto, la scena del trailar mi ha incuriosito, se lo trovo andro' sicuramente a vederlo, grazie della recensione,baci rosa a presto.)

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  5. dev'essere interessante questo film.
    si l'attore e' lo stesso dell'avvocato del diavolo con Al pacino. carinissimo ;)
    bella recensione, brava!! baci e felice giornata!!

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  6. A me è piaciuto molto! E complimenti per la recensione!

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  7. Se devo essere sincero questo film non mi ha preso granché... però, boh. Magari devo solo rivederlo. Lo rimetto in lista ;-)

    E.

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  8. The blog is very good!
    Congratulations!
    http://nelsonsouzza.blogspot.com
    Un saluto!

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  9. Ciao Tiziana, grazie per le tue utili segnalazioni cinematografiche. Ottime recensioni...

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  10. Questo non me lo posso perdere!

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